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IL FILO DEL SENSO 

Quando un sogno ci lascia un’emozione che non passa

19/08/2026 10:41

Claudia

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Quando un sogno ci lascia un’emozione che non passa

A volte al risveglio ricordiamo pochissimo del sogno. Eppure una sensazione rimane con noi per ore, qualche volta per giorni. Anche quella emozione appartiene a

A volte ci svegliamo ricordando un sogno nei minimi particolari.

Altre volte accade il contrario.

Le immagini svaniscono rapidamente. Rimane forse un luogo, un volto, una frase. Qualche frammento che non riusciamo più a ricostruire.

Eppure qualcosa resta.

Un'emozione.

Possiamo svegliarci con una tristezza che non sappiamo spiegare.

Con un senso di inquietudine.

Con nostalgia.

Con una serenità insolita.

Oppure con quella particolare sensazione che ci accompagna durante la giornata e ci fa pensare:

“Quel sogno aveva qualcosa.”

Quando succede, spesso cerchiamo di ricordare.

Che cosa stavo facendo?

Chi c'era?

Dove mi trovavo?

È naturale: vorremmo recuperare le immagini perché pensiamo che proprio lì si trovi ciò che può aiutarci a comprendere il sogno.

Ma non sempre ciò che abbiamo dimenticato è l'unico punto da cui possiamo cominciare.

Anche l'emozione fa parte del sogno

La sensazione che rimane al risveglio non ci dice automaticamente che cosa il sogno significhi.

Una paura non è necessariamente un avvertimento.

Una sensazione piacevole non significa che il sogno annunci qualcosa di positivo.

L'emozione non è una risposta.

È una traccia.

Può indicarci il punto nel quale l'esperienza onirica ci ha toccati più profondamente.

Per questo, quando lavoro con un sogno, mi interessa sapere non soltanto che cosa è accaduto, ma anche come la persona si sentiva nel sogno e che cosa ha provato al risveglio.

Persino quando il racconto è ridotto a poche immagini.

“Non ricordo quasi niente. C'era una casa e qualcuno che se ne andava. Quando mi sono svegliato provavo una tristezza fortissima.”

Potrebbe sembrare troppo poco.

In realtà possiamo già cominciare a porre delle domande.

Quella tristezza era presente anche nel sogno?

Era legata alla persona che se ne andava?

È una sensazione conosciuta?

Che cosa stava accadendo nella vita del sognatore in quel periodo?

Non cerchiamo di riempire ciò che manca inventando il resto del sogno.

Lavoriamo con ciò che il sogno ha effettivamente lasciato.

A volte, mentre ne parliamo, emergono associazioni.

Un particolare ritorna alla memoria.

Una sensazione trova un collegamento con qualcosa che la persona sta vivendo.

Altre volte il significato rimane aperto.

Anche questo fa parte del lavoro.

Perché comprendere un sogno non significa necessariamente riuscire a spiegare ogni sua parte.

Qualche volta significa riconoscere dove ci ha raggiunti.

Per questo, se al risveglio le immagini stanno già scomparendo, prima di sforzarci di ricostruirle possiamo fermarci un momento e domandarci:

“Che cosa mi è rimasto addosso?”

Potrebbe essere proprio quello il primo filo da seguire.

 

Di alcuni sogni dimentichiamo quasi tutto. Ma ciò che continuano a farci sentire può essere il punto da cui cominciare.